martedì 24 ottobre 2017

Dolore vuol dire profitto: e più dolore c'è nel mondo, più sarà alto il profitto.

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Testo di Tom Hodgkinson:


DOLORE VUOL DIRE PROFITTO: In una società più onesta della nostra, sarebbe questo lo slogan dei colossi farmaceutici.

Perché questa è la semplice e nuda verità: più dolore sentite, più pillole ingurgiterete, e più pillole ingurgitate, più sale il valore di mercato delle azioni di quell'azienda.

E più dolore c'è nel mondo, più sarà alto il profitto. Il passo logicamente conseguente, dunque, è creare più dolore: provocare sofferenza, depressione, disturbi bipolari allo scopo di venderne il rimedio,

E in un certo senso accade proprio questo.
Siamo oppressi da impieghi noiosi, monitor che sbraitano, desideri impossibili.





IL SISTEMA CHE CI FA SOFFRIRE PROMETTE DI LIBERARCI DALLA SOFFERENZA




L'obiettivo, che non si raggiunge mai, di una soppressione totale del dolore è un obiettivo molto redditizio.
Il presidente di una delle maggiore aziende farmaceutiche inglesi riceve un salario annuale (bonus inclusi) di quattro milioni e mezzo di dollari.


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In aggiunta, l'azienda versa ingenti contributi annuali al suo piano pensionistico e, naturalmente, questo signore possiede moltissime azioni.

Il fatturato annuo della sua multinazionale è di 20 miliardi di sterline, e i profitti ammontano a 6,1 miliardi, la maggior parte dei quali proviene da un singolo farmaco, un antidepressivo molto diffuso.

Le grandi case farmaceutiche hanno anche un esercito di venditori "non retribuiti": i medici di famiglia, che in realtà sono retribuiti eccome con i soldi dei contribuenti. Non si fanno certo pregare per scarabocchiare una ricetta per gli antidepressivi.

Lo slogan della casa farmaceutica in questione, riassume le sordide ambizioni dell'uomo moderno: "Fai di più, sentiti meglio, vivi più a lungo"

Al di la del fatto che sono tutte parole fumose e relative, e quindi del tutto prive di significato, la mancanza di passione per la vita che dimostrano è estremamente preoccupante. "Fai di più": come se "fare" fosse in sè una buona cosa, e più si fa, meglio è.

Direi che a questo mondo si "fa" sin troppo.

La reazione responsabile a un mondo attanagliato da problemi medici e ambientali che noi stessi abbiamo creato, intervenendo troppo, sarebbe semmai quella di "fare" di meno, non certo di più.
E' il "fare" che ha creato tutti questi problemi.

"Sentiti meglio": bé, qui c'è l'idea di sopprimere il dolore.
Risultati immagini per tom hodgkinsonIl dolore è visto come un intralcio che ostacola il "fare". Io invece lo vedo come una gradita opportunità per non "fare" nulla per qualche giorno o qualche ora.

Se stiamo male la cosa più logica non sarebbe infilarci sotto le coperte con una pila di libri e una scodella di macedonia?  

E quanto al "vivi più a lungo", qui sta un altro problema.
La qualità della vita è stata sacrificata sull'altare della quantità di vita. Lo scopo è diventato vivere più a lungo possibile, anziché vivere con pienezza.

...La corruzzione della Chiesa cattolica medievale è una goccia nell'oceano, se paragonata alle dimensione smisurate, ai profitti inimmaginabili e alle porcherie che tirano fuori questi piazzisti su scala globale, afflitti da un desiderio insaziabile di crescita e impazienti di aprire nuovi mercati per i loro rimedi per l'artrite e veleni vari.

Il sesso, la musica, il ballo, la birra e il vino, la buona compagnia, un lavoro che vi piace, la gioia e la serenità: sono questi gli antidoti al dolore, e naturalmente li percepiamo come piaceri soltanto perché conosciamo già il dolore. Senza dolore non ci sarebbe piacere.

Tom Hodgkinson dal libro "La libertà come stile di vita"


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domenica 22 ottobre 2017

Ucciso vigliaccamente l'attivista che difendeva gli Indios dagli abusi del governo argentino


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Argentina: Dopo 81 giorni di ricerche è stato trovato il corpo senza vita di Sergio Maldonado, attivista ventottenne che da anni si batteva per i diritti degli Indios Mapuche, vittime del marcio progresso che annienta l'uomo-natura per trasformarlo in uomo senza radici o "civilizzato".

Sergio Maldonado è stato ucciso per aversi schierato dalla parte dei deboli. Il presidente argentino Macri, a soli 2 giorni dalla elezioni, ha chiamato la famiglia del giovane assassinato per porgere le sue ipocrite condoglianza, mentre prima delle elezioni il governo non si era mai fatto sentire, il fratello del giovane ucciso dopo la telefonata del presidente argentino è andato su tutte le furie, definendolo un ipocrita, patetico e calunniatore, poiché fino a prima delle elezioni nessuno si era mai occupato del caso.



Chi ha ucciso questo giovane attivista di 28 anni?


Per ora non lo sappiamo, ma ci è facile intuire che lo hanno ucciso coloro che, dalla presenza di tribù native bel territorio argentino ne sono infastiditi, perché quelle terre domani potrebbero diventare miniere, cave, fabbriche, condomini, boschi da tagliare, animali da cacciare, i motivi possono essere dunque tanti, ma il motivo principale è sempre e solo uno: SOLDI.

Soldi e uomini d'affari che trovano d'intralcio ai loro scopi i giovani come Sergio che difendono la vita semplice e sana, lontana da tasse, mutui, rate e debiti infiniti, ecco perché li si uccide, per lanciare un messaggio a tutte le altre pecore rinchiuse nel recinto della "civiltà", per far vedere loro cosa accade a stare dalla parte dei buoni, di quelli che non vogliono inquinare e fregare il suo prossimo per un pugno di denari.

Ma in Argentina ora sono scesi a migliaia nelle strade per protestare e mostrare al mondo dove arriva la violenza istituzionale e in molti sospettano che dietro la morte del giovane ci siano i soldati della Gendarmeria coperti dal governo di Macri che ora versa lacrime di coccodrillo sull'accaduto.


Leggi anche: https://www.telesurtv.net/news/Sergio-Maldonado-desmiente-al-Gobierno-y-llama-hipocrita-a-Macri-20171020-0074.html




L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, barba e sMS


giovedì 19 ottobre 2017

La differenza tra un cacciatore bianco e un cacciatore indiano





"Un tempo noi eravamo felici nella nostra terra e solo raramente eravamo affamati.

Creature a 2 e 4 gambe vivevano insieme in pace come fratelli, e tutti avevano più del necessario. Ma poi vennero i Wasichu, gli uomini bianchi e fecero delle piccole isole nella terra per noi (riserve) ed altre piccole isole per le creature a 4 zampe, e queste isole divennero sempre più piccole...

Io posso ancora ricordare quei tempi, quando c'erano così tanti bisonti , che noi non potevamo contarli. Ma vennero sempre più uomini bianchi e li uccisero, fino a che giacevano là, dove le mandrie di bisonti avevano pascolato, ormai solo mucchi di ossa sbiancate.

I bianchi non uccidevano per sostentamento, ma per l'oro, che li rende pazzi. Essi prendevano solo le pelli, per venderle.
Talvolta non prendevano neppure queste: 




Ammazzavano per il piacere di uccidere.



Quando noi andavamo alla caccia del bisonte, abbattevamo solo quel tanto che ci serviva per vivere.



Alce Nero - Stregone indiano.







IL CACCIATORE INDIANO SI RIVOLGE AL CERVO ABBATTUTO (preghiera):


Mi dispiace di averti dovuto uccidere, piccolo fratello.

Risultati immagini per indiano pregaMa io ho bisogno della tua carne, perché i miei figli soffrono la fame. Perdonami piccolo fratello.

Io voglio onorare il tuo coraggio, la tua forza e la tua bellezza - guarda!

Io appendo le tue corna a questo albero, ogni volta che vi passerò davanti, penserò a te e renderò onore al tuo spirito.

Mi dispiace di averti ucciso, perdonami piccolo fratello.
Guarda, in tua memoria io fumo la pipa, io brucio questo tabacco.



Jimalee Burton






Trovi qualche differenza con l'andare a caccia dell'uomo bianco?





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"Gli animali che il Grande Spirito ha posto in questa terra, devono andarsene. Solo gli animali domestici, gli animali addomesticati dall'uomo, sono autorizzati a vivere, per lo meno fino a che non li si conduce al macello.

Questa tremenda superbia dell'uomo bianco, che si arroga di essere più di Dio, più della natura!

Il bianco dice; "Io lascio vivere questo animale, perché mi frutta denaro" ed egli dice: "Quell'animale deve morire, non posso trarne alcun guadagno, il posto che occupa posso utilizzarlo meglio. Solo un cojote morto è un buon cojote."


Cervo Zoppo



Infine alcune immagini della "caccia" dell'uomo bianco, una caccia che nulla ha a che fare con la sopravvivenza, ma che al contrario di quella indiana è impregnata d'odio, di violenza ingiustificata e di pura esibizione dei trofei:


Nella prima foto possiamo osservare un massiccio sterminio di bisonti da parte dei nostri antenati bianchi, quelli che vedete sono tutti teschi...

Agendo in questo modo barbaro, arrogante e perfido,  nostri antenati bianchi non solo si divertivano ad uccidere animali indifesi come passatempo, ma facevano in modo che i tanto odiati indiani non potessero più sopravvivere, in quanto i bisonti per gli indiani significavano cibo, abiti, utensili e pelli per costruire le loro tende.

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Qui un ricco uomo bianco espone fiero le sue vittime innocenti.


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Qui una donna bianca, che in quanto donna, dovrebbe rappresentare la mente sensibile e amorevole, dimostra invece mancanza di sensibilità ed anch'essa va fiera della sua impresa tutt'altro che eroica.


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Una bestia ha ucciso un'altra bestia...

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Lo scopo del cacciatore bianco non è uccidere per sopravvivere, ma uccidere per divertirsi e quanti più animali egli abbatte, tanto più egli si sente fiero di sé.

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Se il nostro "eroe" non avesse avuto in mano un fucile sarebbe finita diversamente.


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Il culto della violenza e della fredda crudeltà viene passano in eredità fin dalla più tenera età, affinché i bambini trovino normale tutto questo.


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Possiamo riassumere tutto questo con ASSENZA DI AMORE.




Assenza di Amore che, ci sta portando inevitabilmente verso la catastrofe, tutto ciò che accade oggi è conseguenza delle nostre azione, tutte le brutte notizie che sentiamo oggi sugli omicidi, sui suicidi, sulle violenze, sulle ingiustizie sono le cause del frutto avvelenato che ci è stato tramandato dalla nostra falsa civiltà.

Violenza genera violenza, e quando le nostre azioni sono malvagie noi stessi siamo destinati a perire a causa della nostra malvagità.
Il mondo oscuro d'oggi ne è l'esempio...

Stiamo semplicemente raccogliendo i frutti che abbiamo seminato.